Fondo Women for Women
Il Fondo Women for Women
Il Fondo Women for Women nasce per aiutare le donne in condizione di svantaggio a conquistare o riacquisire la propria autonomia, offrendo loro tutela e supporto e aiutandole ad entrare, o reinserirsi, nella società e nel mondo del lavoro dopo episodi di violenza fisica, psicologica o economica.
Dalla sua costituzione, il Fondo ha raggiunto circa 200 beneficiarie in situazione di bisogno, e conta di raddoppiare questo numero entro il 2027 con i progetti già attivati.
Il Fondo Women for Women rappresenta un esempio concreto di filantropia collaborativa, che aggrega l’impegno di più donatrici per un’azione filantropica più incisiva. Nato nel 2022 grazie all’impegno di un gruppo di fondatrici, è cresciuto e continua a crescere attraverso il sostegno di chi crede nel cambiamento e ha deciso di unirsi all’iniziativa.
Il Women For Women è un fondo aperto, con l’obiettivo di crescere nel tempo e vedere un numero maggiore di donatrici per aiutare sempre più donne.
Per scoprire come aderire e raggiungere ancora più donne, scrivici.
I progetti sostenuti
- Donne senza confini di Fondazione Progetto Arca ETS, iniziativa che sostiene 100 donne migranti a Milano con lo scopo di favorire il loro inserimento lavorativo, rafforzandone l’indipendenza e inclusione socioeconomica. Sono previsti corsi di lingua, orientamento al lavoro, formazione digitale e professionale, con accompagnamento personalizzato da parte di operatori e mediatori culturali. Le partecipanti vengono inoltre aiutate a conoscere i propri diritti e il funzionamento del mercato del lavoro italiano, costruendo CV e competenze.
- Progetto D.O.T.S. (Donne, Orientamento, Training, Skills), già alla sua seconda edizione, di Fondazione Adecco ETS: iniziativa con l’obiettivo di rafforzare l’occupabilità e l’autonomia socioeconomica di 40 donne sopravvissute alla violenza di genere. Attraverso l’attivazione di percorsi di orientamento e accompagnamento al lavoro e di formazioni professionali, il progetto promuove l’inclusione sociale e lavorativa delle partecipanti. Parallelamente, l’iniziativa prevede azioni di sensibilizzazione rivolte al mondo profit sui temi della parità di genere, favorendo la creazione di una cultura del lavoro realmente inclusiva.
- Una borsa firmata lavoro di Associazione Thamaia ETS fornisce supporto diretto alle donne in uscita dalla violenza attraverso l’attivazione di borse-lavoro ed il rafforzamento a tutto tondo della stabilità e la capacità di risposta ai bisogni del Centro Antiviolenza gestito dalla associazione stessa. Thamaia rappresenta uno dei pochi Centri Antiviolenza (CAV) accreditati della Provincia di Catania e dei suoi 58 comuni. I CAV rappresentano, come scritto nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, “la risposta più coordinata e organizzata al fenomeno della violenza di genere”. Nonostante ciò, sono cronicamente sotto finanziati e operano per lo più grazie al volontariato.
- Spazio Donna WeWorld di Brescia: gli Spazio Donna di We World sono luoghi di accoglienza e aggregazione, in cui le vittime di violenza, isolamento o marginalità sociale possono trovare un supporto specializzato
Perché aiutare le donne?
In Italia, la violenza di genere continua a rappresentare una realtà drammatica e persistente. Nel 2024, il servizio 1522 (Numero antiviolenza e antistalking) ha registrato un incremento significativo delle chiamate valide rispetto all’anno precedente, con un aumento complessivo del 37,3% nel terzo trimestre e un trend in crescita costante durante tutto l’anno.
Le fonti (Report Annuale 2024 - D.i.R.E; “Il numero di pubblica utilità 1522: dati trimestrali del III 2024” – ISTAT) offrono dati allarmanti sulla durata della violenza: oltre il 52% delle vittime riferisce di aver subito abusi per anni, con effetti profondi sul loro stato emotivo, come ansia e soggezione. Nonostante ciò, il fenomeno resta significativamente sommerso: il 73% delle vittime non denuncia per paura di ritorsioni.
Le forme di violenza esercitata sulle donne sono multiple e spesso intrecciate fra loro. La più frequente è quella psicologica, violenza subìta dalla grande maggioranza delle donne, seguita da quella fisica.
Almeno 1 donna su 3 subisce violenza economica, e vive in un contesto che le impedisce di emanciparsi e di perseguire i propri obiettivi attraverso strumenti come lo studio e il lavoro. L’impossibilità di costruirsi la propria autonomia e indipendenza, così come il controllo esercitato dai maltrattanti su tutti gli aspetti della vita, incluso quello delle finanze, spesso costringe le donne a essere dipendenti economicamente, mantenendole prigioniere in situazioni di abuso e violenza.








