Fondo Women for Women
Il Fondo Women for Women
Il Fondo Women for Women nasce per aiutare le donne in condizione di svantaggio a conquistare o riacquisire la propria autonomia, offrendo loro tutela e supporto e aiutandole ad entrare, o reinserirsi, nella società e nel mondo del lavoro dopo episodi di violenza fisica, psicologica o economica.
Dalla sua costituzione, il Fondo ha raggiunto circa 200 beneficiarie in situazione di bisogno, e conta di raddoppiare questo numero entro il 2027 con i progetti già attivati.
Il Fondo Women for Women rappresenta un esempio concreto di filantropia collaborativa, che aggrega l’impegno di più donatrici per un’azione filantropica più incisiva. Nato nel 2022 grazie all’impegno di un gruppo di fondatrici, è cresciuto e continua a crescere attraverso il sostegno di chi crede nel cambiamento e ha deciso di unirsi all’iniziativa.
Il Women For Women è un fondo aperto, con l’obiettivo di crescere nel tempo e vedere un numero maggiore di donatrici per aiutare sempre più donne.
Per scoprire come aderire e raggiungere ancora più donne, scrivici.
I progetti sostenuti
- Spazio Donna WeWorld di Brescia: gli Spazio Donna di We World sono luoghi di accoglienza e aggregazione, in cui le vittime di violenza, isolamento o marginalità sociale possono trovare un supporto specializzato
- Progetto D.O.T.S. (Donne, Orientamento, Training, Skills) di Fondazione Adecco, un percorso di formazione ed inserimento lavorativo per aiutare donne che vivono situazioni di difficoltà. L'obiettivo è contribuire alla lotta contro la violenza di genere aumentando l’occupabilità e l’autonomia economica delle donne, oltre che sensibilizzare le aziende sui temi della parità di genere. Il progetto, che ha iniziato la sua seconda edizione nel 2024 (D.O.T.S. 2.0), coinvolgerà da qui al 2026 almeno 40 donne vittime di violenza residenti nella città metropolitana di Milano, momentaneamente disoccupate
- Una borsa firmata lavoro di Associazione Thamaia fornisce assistenza diretta alle donne vittime di violenza attraverso l’attivazione di borse-lavoro ed il rafforzamento a tutto tondo della stabilità e la capacità di risposta ai bisogni del Centro Antiviolenza gestito dalla associazione stessa. Thamaia rappresenta l’unico Centro Anti Violenza (CAV) accreditato della Provincia di Catania e dei suoi 58 comuni. I CAV rappresentano, come scritto nella relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, “la risposta più coordinata e organizzata al fenomeno della violenza di genere”. Nonostante ciò, sono cronicamente sotto finanziati e operano per lo più grazie al volontariato.
Perché aiutare le donne?
In Italia, la violenza di genere continua a rappresentare una realtà drammatica e persistente. Nel 2024, il servizio 1522 (Numero antiviolenza e antistalking) ha registrato un incremento significativo delle chiamate valide rispetto all’anno precedente, con un aumento complessivo del 37,3% nel terzo trimestre e un trend in crescita costante durante tutto l’anno.
Le fonti (Report Annuale 2024 - D.i.R.E; “Il numero di pubblica utilità 1522: dati trimestrali del III 2024” – ISTAT) offrono dati allarmanti sulla durata della violenza: oltre il 52% delle vittime riferisce di aver subito abusi per anni, con effetti profondi sul loro stato emotivo, come ansia e soggezione. Nonostante ciò, il fenomeno resta significativamente sommerso: il 73% delle vittime non denuncia per paura di ritorsioni.
Le forme di violenza esercitata sulle donne sono multiple e spesso intrecciate fra loro. La più frequente è quella psicologica, violenza subìta dalla grande maggioranza delle donne, seguita da quella fisica.
Almeno 1 donna su 3 subisce violenza economica, e vive in un contesto che le impedisce di emanciparsi e di perseguire i propri obiettivi attraverso strumenti come lo studio e il lavoro. L’impossibilità di costruirsi la propria autonomia e indipendenza, così come il controllo esercitato dai maltrattanti su tutti gli aspetti della vita, incluso quello delle finanze, spesso costringe le donne a essere dipendenti economicamente, mantenendole prigioniere in situazioni di abuso e violenza.

